Un anno di laboratori: "Strane Storie"!

è sempre riduttivo, a mio avviso, circoscrivere in poche tavole il lavoro di ciascun allievo in così tanto tempo speso su un argomento così vasto che meriterebbe più ampia esposizione. Questo perché il mestiere del fumettista è lungo e fatto di inciampi, ripensamenti e false partenze tipiche di ogni lavoro creativo che coinvolge oltre alle abilità tecniche l'aspetto intellettuale molto spesso sottovalutato.

Lo sviluppo dei racconti proposti ci restituisce una volta di più l'attrazione dei giovanissimi per il fantastico, l'assurdo, il paradossale e il bizzarro spesso conditi di venature horror se non addirittura splatter. è tuttavia un'attrazione che ritorna sempre, anno dopo anno, ma oramai potrei dire generazione dopo generazione. In questa occasione ho voluto raccogliere e veicolare quest'attrattiva in un volume intitolato "Strane Storie", non a caso citando pure nella font quella serie televisiva Stranger Things tanto amata dai giovanissimi e non solo!

Strane Storie sono quelle proposte a fumetti, ma non è stata strana per niente la storia di questi laboratori, o forse lo è stata per davvero se intendiamo attribuire all'aggettivo 'strano' il significato di straordinario. Ciò dovuto alla passione, la pazienza e l'ascolto delle ragazze e ragazzi a cui va la mia gratitudine. Non meno importanti sono stati i genitori che con stima saluto e ringrazio per la fiducia e disponibilità.


Di seguito alcuni scatti catturati durante la consegna degli Attestati di partecipazione e della copia a ciascuna giovane promessa del fumetto di domani!

Le condivisibili regole della privacy m'impongono di "offuscare" i volti dei festeggiati...
Ma sono tuttavia convinto che l'unica brutta faccia da sfocare era proprio la mia!😅

Ist. A. Severo

Andrea

Marco

Paolo

Davide

Arianna

Davide

Luna

Sofia


Gruppo con gli allievi della Scuola Primaria V. da Feltre

La festa di fine corso presso la Scuola primaria Giardinieri




l'attacco della storia: da Hitchcock a Polanski...

Che si tratti della scena d'apertura, o l'attacco d'una nuova sequenza, l'inquadratura d'ambientazione (establishing shot) è il punto di partenza imprescindibile per registi e fumettisti per "planare" il lettore nei meandri delle vite dei personaggi... 
A noi non interessano le condizioni di vita di una comunità intera, se non in linea generale; noi vogliamo entrare nella vita di ogni singolo personaggio della storia. Dobbiamo sapere cosa pensa, come pensa, cosa vorrebbe, ma soprattutto cosa lo spaventa! 
Ma siamo pur sempre persone educate e se ficchiamo il naso nella vita degli altri è buona norma farlo con classe: un passo alla volta, un'inquadratura dopo l'altra avvicinandoci al dettaglio più trascurabile e nascosto dove prende avvio la storia che desideriamo raccontare.

 

"Si salverà?": esercitazione pratica per gli alunni della primaria e secondaria

ma farei meglio a intitolare il post "MI salverò???"...
Le verifiche non sono un atto sadico contro gli alunni. Tutt'altro, anzi il contrario: è autolesionismo autentico. E' la verifica su di sé. Si è riusciti a far capire il senso del racconto fumettistico? Alunne e alunni quanto hanno afferrato dell'argomento, del percorso lungo iniziato i primi d'ottobre?

 

UBRIACONI HANNO LASCIATO LA TAVOLA...

ridisegna nella vignetta in basso

le 7 bottiglie. FAI ATTENZIONE: 

il punto di osservazione si è abbassato

e l'angolazione è quella indicata dalla freccia! 




 

SECCATORI o BENVENUTI?



 

SUSPANCE!

La scelta d'inquadratura in una sequenza di sole 3 vignette
deve tener conto dell'esigenza di mostrare con chiarezza ed efficacia
la disposizione dei personaggi sul campo e la tensione emotiva tra di essi.
La scelta d'inquadratura non può mai essere casuale!